Nuovo Rifredi Scena Aperta
Il Teatro di Rifredi si trova al centro del vasto e animato quartiere fiorentino di Rifredi. Divenuto negli anni ‘70 grazie alla Compagnia I Giancattivi punto di riferimento del teatro della satira e del mimo, dal 1986 fino al 2021 è stato sede della compagnia Pupi e Fresedde, che lo ha reso uno spazio vitale, e amato dal pubblico e dagli artisti.
Nel 2022 il Teatro di Rifredi è entrato a far parte della Fondazione Teatro della Toscana, con il suo lavoro qualificato su nuova drammaturgia internazionale, ricerca e giovani generazioni. Con la Direzione Artistica della Fondazione di Stefano Massini, nel 2025 lo spazio assume il nome di Nuovo Rifredi Scena Aperta.
Servizi
Al termine degli spettacoli è possibile usufruire del servizio di chiamata taxi rivolgendosi al personale di sala.
Accessibilità
Le persone con invalidità o disabilità hanno diritto a 2 posti in platea con biglietto ridotto, fino a esaurimento dei posti disponibili. Per l’eventuale accompagnatrice o accompagnatore il biglietto è omaggio.
Il Teatro si riserva, per motivi artistici eccezionali, la possibilità di modificare il numero di posti disponibili.
Come raggiungerci
Il Teatro di Rifredi si trova al centro del vasto ed animato quartiere di Rifredi nella zona Nord/Ovest di Firenze, subito sopra la Fortezza da Basso.
Poichè il Teatro della Toscana è impegnato nel sostenere un modello di mobilità sostenibile, il Teatro può essere raggiunto innanzitutto in bici, autobus, tramvia e treno.
Nuovo Rifredi Scena Aperta
Via Vittorio Emanuele II n. 303 Firenze
La tramvia da usare è la Linea T1 (Leonardo), che collega Villa Costanza a Careggi.
La fermata Vittorio Emanuele II si trova esattamente davanti al teatro.
In autobus (linee 2 – 20 – 28 – 55 – 56), in tramvia (Linea 1 Leonardo fermata Vittorio Emanuele), in treno (la stazione di Firenze Rifredi è a 10 minuti a piedi dal teatro).
Il nostro personale vi aiuterà nel reperimento di una vettura al termine delle rappresentazioni.
Se non si è nella possibilità di ricorrere a mezzi di trasporto green, per chi viene in auto suggeriamo di utilizzare i parcheggi in fondo a viale Corsica e in via del Terzolle di fronte all’Istituto Tecnico Da Vinci. Entrambi i parcheggi sono gratuiti la sera e nei giorni festivi e distano 5 minuti a piedi dal Teatro.
Per chi viene in moto o scooter è disponibile, invece, un parcheggio in via Bini.
Organizza un evento
Il Teatro della Toscana è la sede ideale per eventi privati come spettacoli, convention, cene, presentazioni, incontri, seminari, sfilate, e molto altro. Grazie alla versatilità e originalità delle singole sale, che possono ospitare fino a 950 persone, ogni evento nei nostri teatri si trasforma in un’esperienza unica e coinvolgente, con un’atmosfera originale e indimenticabile, carica di storia, pregio e prestigio culturale.
Antropolaroid
Lo spettacolo che ha consacrato Tindaro Granata e che da oltre quindici anni attraversa l’Italia. Attraverso il teatro dei 'Cunti' siciliano, intreccia quattro generazioni della sua famiglia: giustizia, amore, libertà, mafia, emigrazione.
Vorrei una voce
Nato dall’incontro con le detenute di alta sicurezza della Casa Circondariale di Messina, il lavoro di Tindaro Granata si affida alle canzoni dell’ultimo concerto di Mina per dare corpo a un coro di voci, desideri e sogni che trasformano la fragilità in libertà.
Rifredi Premiata Ditta Cinema
Massimo Salvianti racconta il quartiere di Rifredi e gli studios cinematografici attivi tra il 1920 e il 1930, tra grandi ricostruzioni storiche, attori, registi e sceneggiatori dell’epoca. Un reading che riporta alla luce una pagina quasi dimenticata della storia del cinema.
L'analfabeta
Una donna siede al suo tavolo di operaia. È Ágota Kristóf e Federica Fracassi ci racconta la sua storia: una storia di esilio, di sradicamento, di atrocità. Per farlo deve inventarsi delle maschere. Ci parla in una lingua nemica, imposta dalle circostanze. È la sfida di un’analfabeta.
Matteotti
anatomia di un fascismo
A più di 100 anni dall'omicidio di Giacomo Matteotti, le parole di Stefano Massini, la voce di Ottavia Piccolo e le musiche de I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo, trasformano il ricordo in un’esperienza intensa, capace di toccare le corde più profonde della memoria collettiva.
Donna non rieducabile
Ottavia Piccolo dà voce allo smarrimento, all’orrore, alla dignità e anche all’ironia di Anna Politkovskaja, giornalista trovata morta il 7 ottobre 2006 nell’androne della sua casa moscovita, raccontandoci, nel testo di StefanoMassini, questa donna indifesa e tenace.
Mistero buffo
Matthias Martelli porta in scena il celebre spettacolo di Dario Fo e Franca Rame, nella versione che fu diretta da Eugenio Allegri. Un atto unico composto da monologhi ispirati a temi religiosi e reinventati attraverso il grammelot, la lingua onomatopeica che rese celebre Fo.
Letteraturafemminile, singolare
Una conferenza spettacolo di e con Antonella Questa che, partendo dalle scrittrici escluse o marginalizzate, interroga il modo in cui la scuola ci ha insegnato a leggere la letteratura, la storia e il valore, tra ironia e analisi, memoria personale e storia collettiva.
Cari spettatori
Danio Manfredini porta in scena la storia di Arturo e Gino, due ex pazienti psichiatrici che condividono un appartamento della Caritas. Tra attesa, fragilità e desiderio, l’opera racconta la sospensione del tempo e delle esistenze invisibili.
Tre studi per una crocifissione
Ispirato a un'opera pittorica di Francis Bacon, il visionario Danio Manfredini dà corpo a tre personaggi, figure marginali tra follia, ricerca di un’identità e sradicamento. Tre soggetti accomunati da una condizione che rende loro difficile l’integrazione nel tessuto sociale.
Pinocchio
che cos’è una persona?
Davide Iodice porta in scena con la Scuola Elementare del Teatro, una compagnia extraordinaria, il suo Pinocchio, Premio Speciale Ubu 2024. Emblema di ogni diversità, il burattino di Collodi ci mette davanti alla domanda più radicale e necessaria: che cos'è una persona?
Guarda le luci, amore mio
Valeria Solarino e Silvia Gallerano, dirette da Michela Cescon, portano in scena il testo della Premio Nobel Annie Ernaux. Un viaggio in un ipermercato come spazio collettivo, di memoria e di tempo: teatro dei segreti del nostro vivere comune.
Abracadabra
Uno spettacolo dei radicali Babilonia Teatri che nasce dall’innamoramento per la magia. Quando il teatro non basta per raccontare la vita, serve un atto magico: un rito che trasforma il palcoscenico in un ponte tra la vita e la morte grazie a un gioco di prestigio e a grandi illusioni.
The end
La morte oggi è nascosta, rimossa, confinata altrove. E quando ci sfiora, irrompe con forza comica e tragica insieme. Babilonia Teatri indaga questa rimozione, raccontando un presente che ci vuole immortali, eppure ci ricorda ogni giorno la nostra fragilità.
Cenci
Rinascimento contemporaneo
Lo spettacolo riscrive la vera storia di Beatrice Cenci, decapitata per parricidio nel 1599 dopo anni di violenze e soprusi subiti dal padre incestuoso e coperti da una giustizia corrotta.
Una donna sfida il patriarcato e parla al nostro presente.
Gian Burrasca, un monello in Casa Stoppani
Tratto da Vamba, nell’adattamento e regia di Angelo Savelli; la storia della fine di un'infanzia, non solo di quella dell'irrequieto monello Giannino Stoppani, ma anche della neonata, fragile, confusa Italia post-risorgimentale, ironicamente definita “Italietta”.
LidOdissea
Ulisse, Penelope e Telemaco: una famiglia in vacanza al mare, che rivive e racconta, attraverso la Compagnia Berardi Casolari, le avventure del viaggio mitologico, trasformandolo in un viaggio interiore alla scoperta di limiti, difficoltà e paradossi della società contemporanea.
Racconti, solo racconti
Il Maestro Ugo Chiti riporta in scena a vent’anni dal debutto i suoi racconti scomodi e ruvidi, delicati e poetici. Storie semplici e sismiche, sporche e cattive, dove la morte è una fedele compagna di viaggio, una sorella maggiore, una amica consapevole.
Cronache di poveri amanti
Ugo Chiti adatta il romanzo di Vasco Pratolini per gli allievi della Scuola per Attori 'Orazio Costa', con la partecipazione di Lucia Poli. In una Firenze segnata dal fascismo, la Signora di Via del Corno, ricattatrice e figurazione del Male, domina un microcosmo corale.