Un ring dialettico. Intervista a Pier Paolo Pacini
7 settembre 2026
di Angela Consagra
Le due diverse visioni presentate sul palcoscenico, Fallaci-Terzani, sono destinate a rappacificarsi, in qualche modo?
Credo che non siano destinate a rappacificarsi perché rappresentano due punti di vista inconciliabili sul tema del rapporto tra Occidente e Oriente la cui sintesi è difficile, se non impossibile.
“Orazio Costa insegna ad assimilare la tensione interna del testo e dell'idea che esso rappresenta”
Pier Paolo Pacini
In genere, quando accadono eventi storici così impattanti, quando la Storia con la esse maiuscola entra nelle vite quotidiane di ciascuno di noi, ci ricordiamo dove eravamo e cosa facevamo in quel preciso momento storico. In particolare, come ha vissuto quella giornata? È cambiato, nel corso del tempo, il sentimento legato a quei fatti? E con quale sentimento è stato affrontato il testo?
Ricordo soprattutto la sensazione di irrealtà di quel pomeriggio. Nel tempo la riflessione è stata sempre di più quella relativa alla complessità delle situazioni geopolitiche. Questo testo è stato affrontato con l’idea di creare una sorta di ring dialettico dove il pubblico potesse ascoltare le contrapposte posizioni di due personaggi straordinari.
I due giovani attori in scena hanno una formazione legata a Orazio Costa [Pier Paolo Pacini è il Direttore del Centro di avviamento all’espressione che segue gli insegnamenti pedagogici di Costa N.d.R.]; in che modo questo tipo di impostazione e preparazione può aderire a una narrazione della realtà contemporanea? E, più in generale, è difficile raccontare la Storia sul palcoscenico?
Costa insegna ad assimilare la tensione interna del testo e dell'idea che esso rappresenta. Applicato alla contemporaneità e a due figure come Fallaci e Terzani, permette di evitare un’inutile imitazione calligrafica: i due attori non "fanno" la Fallaci o Terzani, ma incarnano il furore e la rabbia dell'una e la ricerca di pace dell'altro. La Storia sul palcoscenico è difficile da raccontare solo quando si scivola nella didattica; diventa potente quando, come in questo caso, è uno scontro di visioni.