Il Teatro della Toscana annuncia la stagione teatrale 2025/2026
20 giugno 2025
Per la prima volta nella sua storia, il Teatro della Toscana è uscito dai suoi spazi consueti e ha scelto Piazza della Signoria, a Firenze, per annunciare la stagione teatrale 2025/2026.
Qui, il Teatro della Toscana ha presentato un’ampia proposta culturale forte di un progetto unitario che investe tutte e tre le sale della Fondazione, il Teatro della Pergola e il Nuovo Rifredi Scena Aperta a Firenze e il Teatro Era a Pontedera, progetto che rispecchia l’idea di un teatro aperto e accessibile, parte integrante del tessuto sociale, che crea un ponte ideale tra una delle arti più antiche del mondo e la vita civile contemporanea.
Una stagione che sottolinea la vocazione pubblica e civile del Teatro della Toscana, riaffermandone il ruolo fondamentale come fulcro di partecipazione, ispirazione, riflessione e altri sguardi: diversi, nuovi e consapevoli.
- Gli spettacoli
Il Teatro della Toscana nella stagione 2025/2026 compie un’indagine coraggiosa e necessaria del nostro tempo. La direzione artistica di Stefano Massini si svolge in spettacoli, eventi, laboratori, incontri che guardano e interrogano il presente, esplorando le contraddizioni del nostro mondo incattivito e arreso, dallo scontro tra potere e memoria, alla persistenza delle guerre, alla violenza contro il corpo e l’autonomia delle donne. Il teatro, dunque, non solo come specchio della realtà, ma soprattutto come strumento di conoscenza e di cambiamento della società.
Sul palcoscenico di Teatro della Pergola, Nuovo Rifredi Scena Aperta, Teatro Era:
- figure di primo piano del panorama internazionale come Irina Brook, Milo Rau, Thomas Ostermeier, Claudio Tolcachir, Romeo Castellucci, Emma Dante, Lucia Calamaro, Virgilio Sieni, Compagnia Marionettistica Carlo Colla & Figli, Toni Servillo, Luca Marinelli, Paolo Fresu, Elio Germano, Teho Teardo, oltre allo stesso Stefano Massini;
- esponenti di spicco della scena teatrale contemporanea, come Armando Punzo, Mimmo Borrelli, Ascanio Celestini, Sotterraneo, Chiara Guidi, Roberto Latini, Lisa Ferlazzo Natoli / lacasadiargilla, Serena Sinigaglia, Marta Cuscunà, Fabiana Iacozzilli, Mario Perrotta, Peppino Mazzotta, Leonardo Manzan, Marco Lorenzi / Mulino di Amleto, Tindaro Granata;
- artisti che hanno segnato il mondo dello spettacolo italiano, come Umberto Orsini, Gabriele Lavia, Sandro Lombardi, Federico Tiezzi, Carolina Rosi, Ottavia Piccolo, Giuliana De Sio, Franco Branciaroli, Sonia Bergamasco, Fabrizio Gifuni, Vinicio Marchioni, Francesco Montanari, Valerio Binasco, Angelo Savelli, Filippo Dini, Neri Marcorè, Elio, Daniele Russo, Salvo Ficarra, e Angelo Savelli con una nuova produzione.
Dentro la stagione 2025/2026 si possono dunque ritracciare numerose prospettive di indagine del reale che uniscono gli spettacoli tra di loro.
Peraltro, nel 2025 ricorrono i 50 anni dalla creazione de La classe morta, capolavoro di Tadeusz Kantor, spettacolo spartiacque della storia del teatro. In Ma a che serve la luce Sieni fa risuonare Kantor nella sua immersione in Pasolini: emergono forti gli elementi della trasfigurazione alla maniera di Kleist, la celestiale marionetta che ci parla oltre l'umano. Allo stesso modo fa apparire le sottili declinazioni delle diversità, delle differenze, delle similarità l’uso che del teatro di figura fa la Compagnia Marionettistica Carlo Colla & Figli con Pinocchio, Fabiana Iacozzilli con Oltre, Marta Cuscunà con Sorry, boys.
Due gli eventi speciali dedicati a figure che hanno avuto un profondo impatto sul teatro italiano, lasciando un'eredità artistica significativa, che arriva fino a oggi. Toni Servillo rende omaggio ad Antonio Neiwiller, Fabrizio Gifuni a Orazio Costa.
Dentro la stagione 2025/2026 si possono ritracciare, dunque, numerose prospettive di indagine del reale che uniscono gli spettacoli tra di loro.
Nel 2025 ricorrono anche i 10 anni della morte di Luca De Filippo. Carolina Rosi e la Compagnia Luca De Filippo riprendono la sua regia di Non ti pago! scegliendo come protagonista Salvo Ficarra. A questo, si aggiunge l’investimento produttivo del Teatro della Toscana sul magistero di Eduardo, rappresentato da ll gelo di Mimmo Borrelli.
Il Teatro della Toscana dedica alle giovani generazioni una proposta in matinée pensata per stimolare il pensiero critico e la partecipazione attiva. Spettacoli come A.K.A., Evoluzioni razziali, L’amico ritrovato, La matematica in cucina, Questo spettacolo non s’ha da fare. I Promessi Sposi, Uno, nessuno e centomila... Pirandello offrono letture sceniche vive e coinvolgenti, capaci di rinnovare il rapporto con i testi e con i temi che affrontano.
- I laboratori - Cose che si vedono solo da vicino
Insieme agli spettacoli, parte fondamentale del dialogo che il Teatro della Toscana intende rinnovare con il pubblico e la città è l’offerta di laboratori, tenuti da artisti riconosciuti della scena contemporanea, che hanno fatto dell'indagine sul presente il cuore della loro poetica.
È un invito a non essere soltanto spettatori, ma anche partecipanti attivi di una riflessione artistica necessaria e vitale sul tempo che abitiamo. Il palcoscenico, dunque, come luogo dove interrogarsi, attraverso il corpo e la parola, sulle complessità e le urgenze del nostro tempo.
A guidare questa esplorazione artisti che hanno fatto dell'indagine sul presente il cuore della loro poetica e del loro impegno: Irina Brook, Lucia Calamaro, Armando Punzo, Mimmo Borrelli, Roberto Latini, Davide Enia, Mario Perrotta, Lisa Ferlazzo Natoli, Virgilio Sieni.
- Le attività collaterali
Nell’interpretare il teatro come spazio di incontro aperto e di vivace riflessione, il Teatro della Toscana propone un insieme di attività collaterali che arricchiscono la stagione degli spettacoli ampliandone l’orizzonte, l’ispirazione, la partecipazione, sempre alla ricerca di altri sguardi. Artisti come Sotterraneo, Tindaro Granata, Armando Punzo, sono accomunati dall’impegno nel ridefinire i confini della scena, verso nuove possibilità espressive.
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