Un unico attore dà corpo a tre personaggi, figure marginali tra follia, identità e sradicamento. Tre soggetti accomunati da una condizione che rende loro difficile l’integrazione nel tessuto sociale.
Tre studi per una crocifissione è un lavoro del 1992 che affronta il tema della marginalità attraverso tre figure emblematiche del panorama sociale dell’epoca.
Il primo dei tre studi ritrae un paziente tra le sedie vuote di un androne psichiatrico. Le presenze che hanno accompagnato la sua vita abitano la stanza, le assenze diventano gli interlocutori del monologo quotidiano per passare la giornata nella comunità psichiatrica.
Il secondo studio liberamente ispirato al film Un anno con tredici lune di Fassbinder, ritrae il percorso tormentato di un orfano, che per ricevere un po’ d’amore promesso da un uomo, si sottopone all’intervento chirurgico per cambiare sesso; non sarà la soluzione al suo bisogno e dovrà adattarsi ad una nuova vita, conseguenza della sua azione.
Il protagonista del terzo studio liberamente ispirato a La notte poco prima della foresta di Koltès, è uno straniero in una città europea. Lo sradicamento dalla sua terra lo mette davanti ad un paesaggio metropolitano molto diverso dal paese di provenienza. In una notte di pioggia cerca un compagno per condividere una disavventura.
Questi tre soggetti sono accomunati da una condizione che rende loro difficile l’integrazione nel tessuto sociale, cercano tuttavia di aderire al loro destino terreno e patiscono i sentimenti che scaturiscono dalla loro situazione esistenziale. L’attore che li mette in scena passa dall’uno all’altro soggetto, cercando di restituire il dramma di ognuno.
Biografia Danio Manfredini
Si è formato con il drammaturgo e regista argentino César Brie e l’attrice Iben Nagel Rasmussen dell’Odin Teatret. È autore e interprete di capolavori assoluti quali Miracolo della rosa (Premio Speciale Ubu nel 1989 per l’interpretazione), Tre studi per una crocifissione e Al presente (Premio Ubu come miglior attore 1999); lavori corali come Cinema Cielo (Premio Ubu come Miglior regia 2004) e Il sacro segno dei mostri.
Nel 2012 esce per l’etichetta indipendente Sotto Controllo il suo primo album Incisioni, in cui è cantante e chitarrista: un disco di cover che attraversa cinquant’anni di musica italiana, da un’idea di Massimo Neri e Cristina Pavarotti, che lo producono. Il lavoro diventa poi uno spettacolo e debutta al Teatro Franco Parenti di Milano. Nel 2016 con la stessa etichetta pubblica l’album di inediti Vivere per niente. Nel 2013 riceve il Premio Lo Straniero come “maestro di tanti pur restando pervicacemente ai margini dei grandi circuiti e refrattario alle tentazioni del successo mediatico”; sempre nel 2013 anche il Premio speciale Ubu “per l’insieme dell’opera artistica e pedagogica, condotta con poetica ostinazione e col coraggio della fragilità, senza scindere il piano espressivo dalla trasmissione dell’arte dell’attore”. Dal 2013 al 2016 è direttore dell’Accademia d’Arte Drammatica del Teatro Bellini di Napoli. Nel 2023 vince il Premio Ubu alla Carriera.
Tre studi per una crocifissione
- di e con
Danio Manfredini
- luci
Lucio Lucà, Lucia Manghi
- assistente alla regia
Luisella del Mar, Vincenzo Del Prete
- produzione
Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale




