(un posto tranquillo)
In una piccola città di provincia nei primi anni Sessanta si svolge un processo al direttore del giornale locale, Herbert Nolan. È accusato di aver manipolato l'informazione per scopi privati. L'uccisione di un vagabondo scambiato per rapinatore o stupratore era stata montata in modo da creare una paura diffusa in tutta la contea, così che gli abitanti si armassero per difendere le loro case.
La locale azienda di armi aveva moltiplicato i profitti. "Che c'è di strano?" chiede l'avvocato di Nolan. Da che mondo è mondo i giornali devono fare notizia. Senonché il direttore del giornale era un importante azionista dell'azienda di armi. E così la pubblica accusa, rappresentata da un uomo molto in gamba, il procuratore Miles, cerca di inchiodare Nolan alle sue responsabilità.
Il processo si snoda in modo tradizionale, fra interrogatori dell'imputato e dei testimoni. Ma al di là dello specifico conflitto di interessi, emerge il tema di un clima di paura alimentato artatamente.
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note di regia
Stato contro Nolan di Stefano Massini sceglie la metà degli anni Cinquanta nel Midwest americano per raccontare i meccanismi della manipolazione dell'informazione, mostrando come la costruzione delle notizie e delle narrazioni possa determinare la sorte di un individuo. Un passato che diventa lente per osservare i l presente, rivelando dinamiche che oggi, nell'epoca delle verità distorte e dei processi mediatici, sono più attuali che mai.
Il disegno luci di Marco Palmieri - anch'egli compagno di lavoro di sempre – è fondamentale per dare corpo a quelle atmosfere cinematografiche fatte di contrasti, ombre nette e tagli di luce che evocano immediatamente quell'immaginario anni Cinquanta. Le musiche di Pivio e Aldo De Scalzi accompagnano lo spettacolo come una trama invisibile: evocano i noir dell'epoca, le orchestrazioni dei grandi film giudiziari, ma sempre con uno sguardo contemporaneo, capace d i dialogare con la storia di Massini e amplificarne la tensione.
Al centro rimangono gli attori, guidati verso una recitazione fondata sulla verità e sulla logica delle azioni: non imitare un'epoca, ma abitarla. Perché questo viaggio nel passato parla, in realtà, di noi - di quello che siamo e di quello che rischiamo di diventare. La regia nasce dal desiderio di catapultare lo spettatore dentro un film americano degli anni Cinquanta, ispirandosi ai quadri di Edward Hopper: geometrie essenziali, luci oblique, atmosfere sospese. La scena è realizzata da Gianluca Amodio, parte stabile della mia squadra, e le proiezioni curate da Marco Schiavoni amplificano quel trompe-l'oeil realistico che guida l'intero impianto visivo. I costumi di Mariano Tufano completano questo universo, restituendo l'epoca con rigore e vivacità senza mai scivolare nella caricatura.
In questo percorso, ritrovare Daniele Russo - alla nostra terza collaborazione - è per me un valore profondo. La sua sensibilità attoriale, insieme alla fiducia che si rinnova a ogni progetto, rende possibile affrontare un testo complesso come questo con coraggio e precisione.
Alessandro Gassmann
Stato contro Nolan
(un posto tranquillo)
- di
Stefano Massini
- uno spettacolo di
Alessandro Gassmann
- con
Daniele Russo, Gaetano Bruno, Mauro Marino, Emanuele M. Basso, Gaia Benassi, Davide Dolores, Giuseppe Gandini, Stefano Guerrieri, Alessia Santalucia, Angelo Zampieri
- scene
Gianluca Amodio
- luci
Marco Palmieri
- costumi
Mariano Tufano
- musiche
Pivio e Aldo De Scalzi
- video
Marco Schiavoni
- produzione
Fondazione Teatro di Napoli - Teatro Bellini, Teatro Biondo Palermo, LOMBARDI CREATIVE STUDIOS srl




























