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Tempi di guerra 

 

“Il problema universale del male e del dolore… ci trasmette lo sgomento; ma insieme allo sgomento ci trasmette anche la dignità di affermare il valore della vita di fronte all’enigma della vita”

Gabriella Ripa di Meana, Tempi di guerra

 

Credeva che pregare fosse parlare; imparò che pregare è non solo tacere, ma ascoltare. Ed è così. Pregare non è ascoltare se stessi parlare, ma è giungere a tacere e restare in silenzio, nell’attesa, fino a che chi prega non arrivi ad ascoltare Dio.

S. Kierkegaard, il giglio del campo e l’uccello nel cielo. Tre discorsi di devozione

 

In questa preghiera danzata agiscono semplici creature che rivolgono l’attenzione alla maestria e ai dettagli del gesto per sorprendersi nella tragicità degli eventi: rammentare col corpo per creare una storia della danza rivolta alla Stasis, “il levarsi in piedi dei cittadini nella forma estrema del dissenso”. Così le danze assumono l’aspetto di preghiere che alleano i corpi al diritto politico e plurale di apparizione, corpi che si mostrano insieme ad altri, secondo liturgie che muovono verso l’amicizia.

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Sala Salmon

Teatro Era
17 nov 2026 20:30
18 nov 2026 20:30

Intero
Posto unico € 22

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Preghiera - Foto Laila Pozzo

Foto Laila Pozzo

Preghiera

Tempi di guerra 

  • coreografia, spazio, luci

    Virgilio Sieni

  • musica originale

    Ascari

  • danzatori

    Jari Boldrini, Maurizio Giunti, Vanessa Mattei Scarpaccini, Giulia Mureddu, Andrea Palumbo, Linda Pierucci, Virgilio Sieni

  • collaborazione drammaturgica

    Gabriella Ripa di Meana

  • iconografia fotografica

    Paolo Pellegrin

  • produzione

    Centro Nazionale di produzione della Danza Cango/Firenze, Fondazione Teatro Piemonte Europa, Teatro della Toscana

  • con il contributo di

    Mic Ministero della Cultura, Regione Toscana con il sostegno di Fondazione CR Firenze