Fra distrazioni di massa e mutazioni digitali, ci muoviamo immersi in un ambiente aumentato dai media. Sovrastimolati dalle informazioni, viviamo in uno stato di allerta continua che gli antichi conoscevano solo in battaglia.
Il rumore di fondo cresce in tutto il pianeta. Non dovremmo forse fare più silenzio e prestare più attenzione?
Overload mette in scena lo scrittore americano David Foster Wallace nell’atto di pronunciare un discorso, che assume presto la struttura di un ipertesto dove link improvvisi innescano possibili azioni e immagini, creando una rincorsa continua a contenuti extra che solo il pubblico decide se attivare o meno.
Il discorso di Wallace rischia di non compiersi mai, frantumato da un sistema di salti superficiali e interruzioni molto simile alla nostra esperienza quotidiana: è possibile usare questo stato confusionale per una riflessione sull’ecologia dell’attenzione?
1 paragrafo. 199 parole. 1282 caratteri. Tempo previsto 1’10’’.
Riesci a leggere questo testo senza interruzioni?
L’attenzione è una forma d’alienazione: il punto è saper scegliere in cosa alienarsi.
Per questo sembriamo sempre tutti persi a cercare qualcosa, anche quando compiamo solo pochi gesti impercettibili attaccati a piccole bolle luminose e non si capisce chi ascolta e chi parla, chi lavora e chi si diverte, chi trova davvero qualcosa e chi è solo confuso.
Sei arrivato fin qui senza spostare lo sguardo? Davvero? E non è insopportabile questo sforzo di fare una cosa soltanto alla volta? Guardati attorno: quante altre cose attirano la tua attenzione? Ora guardati dall’alto: riesci a vederti?
Le superfici dei territori più densamente abitati della Terra sono coperte da una fitta nebbia di messaggi, immagini e suoni in cui le persone si muovono, interagiscono, dormono.
A volte si alzano rumori più intensi, che la nebbia riassorbe subito mentre lampeggia e risuona.
Visto da qui il pianeta sembra semplicemente troppo rumoroso e distratto per riuscire a sopravvivere – persino i ghiacciai si sciolgono troppo lentamente perché qualcuno presti attenzione alla cosa.
Torniamo al suolo e guardiamoci da vicino: stiamo tutti mutando… in qualcosa di molto, molto veloce.
Overload
- concept
Sotterraneo
- ideazione e regia
Sara Bonaventura, Claudio Cirri, Daniele Villa
- in scena
Sara Bonaventura, Claudio Cirri, Lorenza Guerrini, Daniele Pennati, Giulio Santolini
- scrittura
Daniele Villa
- luci
Marco Santambrogio
- produzione
Sotterraneo, Teatro Nacional D. Maria II
- nell'ambito di
APAP - Performing Europe 2020, Programma Europa Creativa dell’Unione Europea
- contributo
Centrale Fies_art work space, CSS Teatro stabile di innovazione del FVG
- sostegno
Comune di Firenze, Regione Toscana, Mibact, Funder 35, Sillumina – copia privata per i giovani, per la cultura
- Sotterraneo fa parte del progetto
Fies Factory
- è residente presso
Teatri di Pistoia
- ed è artista associato al
Piccolo Teatro di Milano













