Alla voce letteratura, il vocabolario scrive: s.f. sing. ovvero sostantivo femminile singolare.
Curioso, per una storia che ci è stata raccontata per secoli quasi sempre al maschile.
Avete infatti mai trovato Gaspara Stampa in un manuale di letteratura? E Moderata Fonte? Vittoria Colonna? Matilde Serao? Sibilla Aleramo?
Alcune compaiono appena, altre scompaiono del tutto, altre ancora sembrano entrare nella storia solo quando qualcuno decide di recuperarle. Eppure hanno scritto, pubblicato, pensato, influenzato il proprio tempo. Nei programmi scolastici italiani, l’unica autrice unanimemente accolta nel canone è Elsa Morante. Le altre invece - più di 400 documentate - sono sparite.
Dove sono finite allora le scrittrici? Perché sono state estromesse? E cosa abbiamo perso, non leggendole?
Letteratura femminile singolare è una conferenza spettacolo che, partendo dalle scrittrici
escluse o marginalizzate dal canone letterario, interroga il modo in cui la scuola ci ha insegnato a leggere la letteratura, la storia e il valore. Non si tratta soltanto di recuperare le opere di nomi dimenticati, ma di chiederci quali conseguenze abbia avuto, su tutte e tutti noi, crescere dentro una narrazione culturale in cui le donne sembrano quasi non aver scritto, pensato, immaginato, inventato mondi.
In scena, accanto ad Antonella Questa, unə divulgatorə accompagna e rilancia il dialogo,
intrecciando al racconto teatrale uno sguardo storico e critico. Ne nasce uno scambio vivo con la platea, tra corpo e pensiero, ironia e analisi, memoria personale e storia collettiva.
Non una lezione frontale, ma un dispositivo scenico e divulgativo che interroga il pubblico su ciò che crediamo di sapere: chi ha costruito la nostra idea di letteratura? Chi ha deciso quali nomi meritassero di restare? E cosa produce, nell’immaginario di tutte e tutti noi, crescere dentro una storia culturale raccontata quasi sempre al maschile?
L’assenza delle donne dai manuali non è un dettaglio: è una forma di educazione dello sguardo. Se per anni incontriamo quasi solo uomini tra le pagine dedicate al genio, alla parola pubblica e all’autorevolezza, impariamo a considerare naturale che il centro della scena appartenga a loro. E che le donne, quando compaiono, siano eccezioni, note a margine, parentesi o addirittura pericolosi errori.
Letteratura femminile singolare nasce non solo da ciò che non abbiamo letto, ma anche da ciò che quell’assenza, ci ha portato a credere.
Pensato sia per il pubblico delle scuole che per un pubblico adulto, lo spettacolo attraversa il rapporto tra cultura, educazione e potere, con il linguaggio ironico e tagliente che caratterizza il lavoro di Antonella Questa: un teatro capace di far ridere mentre sposta lo sguardo, e di far pensare senza smettere di emozionare.
Letteraturafemminile, singolare
- conferenza spettacolo di e con
Antonella Questa
- con la presenza in scena di
unə divulgatorə
- produzione
Teatro della Toscana
- in collaborazione con
LaQ-Prod