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Partendo dal celebre romanzo di Stevenson, Sergio Rubini e Daniele Russo compiono un viaggio nell'inconscio, in chiave marcatamente psicanalitica. Nello specifico quello di Henry Jekyll che, per individuare le cause della malattia mentale, si fa cavia delle sue stesse teorie, diventandone vittima quando la sua “ombra”, il suo Hyde, emerge.

 

Henry Jekyll viene presentato come un eminente studioso della mente vissuto tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, nel periodo in cui la psicanalisi stava emergendo e sviluppandosi. Dopo un'intensa ricerca sui disturbi psichici, il Dottor Jekyll giunge alla conclusione che la malattia mentale deriva dal conflitto tra l'Io e la sua parte oscura, l'Ombra, o Inconscio.

 

Jekyll decide di sperimentare le sue teorie su di sé, portando alla luce ciò che gli è nascosto, una parte che chiama Edward Hyde. Tuttavia, il dottore non considera che una volta liberato, Hyde inizia a vivere di vita propria, dando sfogo alle sue inclinazioni più malvagie. Non solo le persone a lui vicine cadono vittime di Hyde, ma anche Jekyll stesso si trova di fronte alla drammatica scelta di disinnescare il suo doppio malvagio, anche a costo della propria vita.

Perché vederlo?

Un racconto inquietante sull’uomo diviso, costretto a riconoscere in se stesso il volto del proprio nemico.

Teatro Era

2 ore, senza intervallo

14 feb 2026 21:00
Aggiungi ai preferiti
15 feb 2026 17:00
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Intero
€ 22

Ridotto over 65, convenzioni
€ 20

Ridotto soci Unicoop Firenze

€ 20

Ridotto under35, abbonati
€ 18

Foto di scena

Il caso Jekyll

  • tratto da

    Robert Louis Stevenson

  • adattamento

    Carla Cavalluzzi, Sergio Rubini

  • regia

    Sergio Rubini

  • con

    Daniele Russo

  • e con

    Geno Diana, Pierluigi Corallo

  • e con

    Sergio Del Prete, Angelo Zampieri, Alessia Santalucia

  • scene

    Gregorio Botta

  • costumi

    Chiara Aversano

  • disegno luci

    Salvatore Palladino

  • progetto sonoro

    Alessio Foglia

  • produzione

    Fondazione Teatro Di Napoli - Teatro Bellini, Marche Teatro, Teatro Stabile di Bolzano

  • foto

    Flavia Tartaglia

Rassegna stampa