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Vigliaccheria e ferocia, sberleffo goliardico e parodia grottesca del Macbeth shakespeariano, con richiami alle macchiette di cabaret e cafè concerto francesi. Angelo Savelli scorge però in Ubu anche una premonizione di Alfred Jarry dei dittatori del XX secolo e una denuncia della disumana “anarchia del potere” che angoscerà l’ultimo Pasolini. 
 
Ubu re, andato tumultuosamente in scena a Parigi nel 1896, creando scandalo, proteste ed entusiasmo, può considerarsi l’antesignano del Surrealismo e del Teatro dell’Assurdo. Il passaggio a I coniugi Ubu risale a un progetto di diversi anni fa, messo in cantiere da Savelli insieme a Vincenzo Cerami, ma poi mai realizzato. A suo tempo, avevano visto in questo testo un’evidente dimensione anti-borghese, suggerita dallo stesso autore quando parlava dell’insuccesso della prima rappresentazione. 
 
Comunque, la maschera di Ubu è così astratta e universale che, come dice lo stesso Jarry, ogni spettatore può vederci ciò che vuole: un gioco infantile, una pièce surrealista, una satira sociale, una serie d’invenzioni linguistiche (a partire dal celeberrimo “Merdre”) o anche, semplicemente, niente. Come infatti ha sentenziato un esimio critico d’Oltralpe: Ubu re è l’unico testo del repertorio francese che non significa nulla. 

 

Perché vederlo?

Un feroce carnevale del potere, dove il ridicolo si fa terrore e la comicità diventa denuncia.

Nuovo Rifredi Scena Aperta

90 minuti, atto unico

03 feb 2026 21:00
04 feb 2026 21:00
05 feb 2026 21:00
06 feb 2026 21:00
07 feb 2026 21:00
08 feb 2026 16:30

Intero
€ 19

Ridotto over 65, convenzioni
€ 17

Ridotto soci Unicoop Firenze

€ 16

Ridotto under35, abbonati
€ 15

I coniugi Ubu

  • liberamente tratto dalle opere di

    Alfred Jarry

  • testo e regia

    Angelo Savelli

  • con

    Giulia Weber, Massimo Grigò

  • e con

    Cosma Barbafiera, Olmo De Martino, Fabio Magnani, Samuele Picchi, Sebastiano Spada, Elisa Vitiello

  • scene

    Federico Biancalani

  • disegno luci

    Samuele Batistoni

  • costumi

    Elena Bianchini

  • musiche

    Federico Ciompi

  • produzione

    Teatro della Toscana 

  • foto

    Filippo Manzini

Rassegna stampa

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