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DRACULA: IL MITO E LA CONDANNA ALL'IMMORTALITÀ 
 
Dracula, liberamente ispirato al romanzo di Bram Stoker. Con il testo di Fabrizio Sinisi e la regia di Andrea De Rosa, si indaga il desiderio di un corpo immortale, facendo del Conte il simbolo della condanna a una vita eterna. In scena Michelangelo Dalisi / Marco Cacciola, Marco Divsic, Michele Eburnea, Chiara Ferrara e Federica Rosellini. 
 
Il conte Dracula non è più da tempo solo un personaggio nato dalle leggende popolari e dalla fantasia di Bram Stoker: vero e proprio mito dell’età moderna, è diventato il simbolo di un’immortalità vissuta come una condanna. La sua vicenda, elaborata in una nuova versione da Fabrizio Sinisi, evoca il sogno tutto contemporaneo di un corpo che potrebbe diventare immortale tramite i progressi della tecnologia. Mentre il Vampiro, eterno e solo, cerca una via di fuga dalla propria natura, gli altri personaggi lottano per affermare il valore della mortalità. È davvero un dono vivere per sempre, o è, invece, una maledizione? 
 
La produzione del TPE Teatro Astra in coproduzione con il Teatro della Toscana, liberamente ispirata al celebre romanzo di Bram Stoker, prende vita grazie al testo inedito di Fabrizio Sinisi e alla visione registica di Andrea De Rosa. Sul palco, un cast composto da Michelangelo Dalisi / Marco Cacciola, Marco Divsic, Michele Eburnea, Chiara Ferrara e Federica Rosellini dà corpo a questa complessa riscrittura del mito. L'allestimento scenico è curato dallo stesso Andrea De Rosa in collaborazione con Luca Giovagnoli, le luci sono di Pasquale Mari e il suono di G.U.P. Alcaro. I costumi sono firmati da Graziella Pepe, con Marco Corsucci nel ruolo di assistente alla regia.

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Teatro della Pergola

90 minuti, atto unico

27 apr 2027 20:30
28 apr 2027 19:00
29 apr 2027 19:00
30 apr 2027 20:30
01 mag 2027 20:30
02 mag 2027 16:30
04 mag 2027 20:30
05 mag 2027 19:00
06 mag 2027 19:00
07 mag 2027 20:30
08 mag 2027 20:30
09 mag 2027 16:30

Posto unico € 20 

Foto Andrea Macchia

 

NOTE SULLA REGIA E LO SPAZIO SCENICO
Nel romanzo di Bram Stoker, il male prende forma nel personaggio di Dracula, che viene definito nosferatu, il non-morto. Il vampiro è l’incarnazione di un corpo che non può morire, ma che non riesce nemmeno a vivere davvero perché per mantenersi in vita è costretto a nutrirsi del sangue di altre creature, condannando le sue vittime a una sorte simile alla sua. Io credo che il grande successo di questo vero e proprio mito moderno, dipenda dal fatto che in esso ritroviamo quel desiderio universale di sfuggire alla morte, che ci accomuna tutti, rivelandocene il lato mostruoso: vivere per sempre significa portare con sé il peso di una solitudine eterna. Dracula è proprio questo: la storia di un uomo che non riesce a morire, e di un pubblico che accetta di guardare negli occhi questo desiderio mostruoso. 
Così come il conte Dracula non è solo un personaggio letterario ma un vero e proprio archetipo della nostra modernità, anche il suo celebre castello è diventato un luogo che appartiene al mito. La dimora del vampiro è un teatro di apparizioni e di epifanie, un luogo onirico dove le normali leggi dello spaziotempo vengono sovvertite. Il castello di Dracula è il luogo di uno sprofondamento, di un deragliamento del pensiero e del sogno. Per questo motivo abbiamo trasformato la normale struttura del teatro, facendone uno spazio evocativo e misterioso, livido e asettico, un grande altare spettrale dove si svolge un rito antico e insieme moderno. 

Andrea De Rosa 

 

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Dracula

  • liberamente ispirato al romanzo di

    Bram Stoker

  • testo

    Fabrizio Sinisi

  • regia

    Andrea De Rosa

  • con

    Michelangelo Dalisi, Marco Divsic, Michele Eburnea, Chiara Ferrara, Federica Rosellini

  • luci

    Pasquale Mari

  • suono

    G.U.P. Alcaro

  • costumi

    Graziella Pepe

  • assistente alla regia

    Marco Corsucci

  • produzione

    TPE - Teatro Piemonte Europa, Teatro della Toscana