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Artigiano del profondo

 

Giuliano Scabia è stato uno dei più originali drammaturghi, poeti e protagonisti del teatro italiano del secondo Novecento. La sua ricerca ha trasformato il teatro in un’esperienza di incontro, capace di uscire dagli edifici teatrali per abitare piazze, boschi, ospedali, scuole e paesi. Sono parte del suo lavoro gli oggetti scenici: grandi figure, animali fantastici, alberi, carri e creature simboliche che non sono semplici scenografie, ma strumenti di relazione e di racconto.

 

Opere come L’Albero dei poeti o Marco Cavallo, nato nel 1973 all’interno dell’ospedale psichiatrico di Trieste, insieme a Franco Basaglia, incarnano una poetica che unisce immaginazione, partecipazione e libertà. Attraverso questi oggetti, Scabia costruiva comunità temporanee, invitando chiunque a diventare parte della narrazione. La sua eredità continua a ricordarci che il teatro può essere un gesto condiviso, capace di trasformare lo spazio quotidiano in luogo di ascolto, di invenzione e di possibilità.

 

A cinque anni dalla scomparsa di questo straordinario artista, il Teatro della Toscana istituisce un premio in suo nome e allestisce un’esposizione delle sue opere. Il premio Giuliano Scabia sarà assegnato a Danio Manfredini, interprete sensibile, capace di trasformare l’alterità in un ponte tra visibile e invisibile; mentre una mostra, nella suggestiva Sala Oro del Teatro della Pergola, presenterà moltissimi di quegli oggetti scenici che hanno dato vita ai racconti di Scabia. 

Sala Oro

Teatro della Pergola

La mostra sarà visitabile:

martedì - ore 15:30 / 18:30

sabato - ore 10:00 / 13:00

oltre che durante gli spettacoli ed eventi
(per i possessori dei rispettivi tagliandi)

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Ingresso libero per i possessori dei relativi tagliandi di ingresso