Nell'Italia delle due ruote
Stefano Massini racconta la Piaggio al Teatro Era di Pontedera. Sabato 16 maggio, ore 21, «E l'Ape disse alla Vespa: "Sì, Ciao"».
Lorenzo Ottanelli - La Nazione Firenze
Materiali per un'epica metalmeccanica narrati da Stefano Massini
Stefano Massini racconta gli operai della Piaggio a Pontedera. Viaggio nell’Italia che si rialza dal dopoguerra e produce dall’Ape alla Vespa, dal Ciao al Sì. Al Teatro Era, il 16 maggio, ore 21, a ingresso gratuito, per rendere accessibile a tutti una narrazione su memoria industriale e lavoro.
La fabbrica è un incrocio di storie, non è soltanto un luogo in cui si produce qualcosa. La fabbrica vive di occhi, di mani, di respiri, di teste. Anche di battaglie sindacali, di passioni politiche e di amori. Parte dagli operai della Piaggio di Pontedera (Pisa) il racconto costruito da Stefano Massini E l’Ape disse alla Vespa: “Sì, Ciao” in scena al Teatro Era di Pontedera il 16 maggio alle ore 21 (data unica), a ingresso gratuito, con prenotazione online.
Una narrazione accessibile a tutti su memoria e lavoro quella realizzata dal Teatro della Toscana con il suo direttore artistico. “Materiali” per un’epica della Metalmeccanica che attraversa l’Italia dal primissimo dopoguerra alla metà degli Anni Ottanta e che cresce e si evolve insieme a prodotti che dallo stabilimento toscano vanno nei mercati di tanti Paesi del mondo: l’Ape, la Vespa, il Ciao, il Sì. Prodotti che diventano iconici, simboli di un paese che si rialza e la cui economia ricomincia a correre. Prodotti che lanciano il Made in Italy e che sono il frutto del lavoro di una classe operaia che non è una massa indistinta, ma ha nomi e facce, dignità e condivisioni dentro i capannoni industriali a Pontedera.
Stefano Massini, con il suo stile narrativo tagliente, ironico e attento alla Storia, ricostruisce una geografica affettiva fatta di nomi, volti e personaggi ispirati a figure reali in E l’Ape disse alla Vespa: “Sì, Ciao”. C’era un tempo in cui il lavoro che si tramandava di padre in figlio come una eredità preziosa, come una sapienza, come una risorsa: il padre in Piaggio, il figlio in Piaggio, il nipote in Piaggio. Un testimone che passa da una generazione all’altra: Massini prenderà una famiglia e racconterà la dinasty di una classe operaia, tra sacrifici, orgoglio e risparmi. Del resto, proprio il lavoro emerge come asse centrale del racconto: un tema caro a Massini, che torna a interrogare il valore umano, sociale e civile dell’esperienza operaia e industriale come aveva già fatto in altre sue opere precedenti come in tanti monologhi in tv a Piazza Pulita e in teatro con Sette minuti o con Shenzhen.
In E l’Ape disse alla Vespa: “Sì, Ciao” un ruolo importante è quello della musica con le esibizioni di Saverio Zacchei e Luca Roccia Baldini. La colonna sonora è un viaggio emotivo che segue l'evoluzione dei tempi, spaziando tra generi e suggestioni diverse: dalle note di Amado mio, al canto di lotta e speranza di Fischia il Vento. Insomma, un evento che non celebra solo macchine straordinarie, ma la straordinaria umanità che le ha rese possibili.
Materiali per un'epica metalmeccanica narrati da Stefano Massini
Luca Roccia Baldini e Saverio Zacchei
Samuele Batistoni
Walter Sardonini
Serena Fornari
Gianluca Massini
Teatro della Toscana